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Cosa può succederti quando il telefono squilla e tu sei Milo Marek, l’unico della squadra ad aver fallito nella lotteria dei rigori della finale mondiale, ventiquattro anni prima? Cosa può volere ancora, da te, il tuo allenatore di quei giorni lontani, l’uomo che odi di più al mondo?
Cosa puoi dedicargli, adesso, più di quest’odio che ti ha tolto il sonno e rinnova, notte dopo notte, da ventiquattro anni, il tuo sogno infinito di battere di nuovo quel tiro dal dischetto?
La Nazionale boema è tornata competitiva, ventiquattro anni dopo, ed è durante lo svolgimento dei Mondiali che Milo, oggi segugio e occhio privato per sfinimento e incapacità di dormire, riceve dal suo vecchio allenatore l’inatteso incarico di scoprire con chi la giovane moglie lo tradisca. Paga davvero bene, il vecchio Daniil, fin troppo bene per non lasciar sorgere il sospetto che, sotto quello che vorrebbe sembrare un ordinario fatto di corna, non ardano invece le braci di
antichi rancori.
Mentre, a ogni passaggio di turno, le aspettative di rivincita montano nell’animo di un popolo che ancora lo maledice nel ricordo di quell’errore fatale, anche Milo vede salire la tensione di un’indagine che neppure per un istante ha promesso di essere ciò che dovrebbe e che, notte dopo notte, lo precipita verso la più impensabile delle rese dei conti.