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Due mondi così simili seppur diametralmente opposti, due popoli bellicosi rigidamente ligi ai propri principi religiosi, due dispositivi bellici tra i più efficienti nei loro rispettivi contesti. Due imperi conquistatori in piena fase espansiva entrarono in rotta di collisione e uno ne uscì completamente annientato, dal conflitto e dalle malattie, sfinito dalla guerra totale, da quella guerra moderna che si stava affermando sui campi di battaglia d’Italia. Un capitano  dell’Estremadura, Hernán Cortés, che le fonti ci descrivono come l’incarnazione del machiavellismo più cinico ed efficace che si imponesse nelle cancellerie rinascimentali, e che seppe trarre a proprio vantaggio le incertezze e le contrapposizioni politiche locali. Di fronte a lui i capi indigeni, alleati devoti e nemici irriducibili, eroici come i trecento di Leonida e instancabili alla maniera degli zeloti. A cinquecento anni dalla conquista del Messico (1519-1521), le vicende delle donne e degli uomini protagonisti di quell’incontro meritano di essere esaminate intatta la loro complessità storica, anche e soprattutto per comprendere il nostro presente.

Dario Testi è nato a Roma nel 1986. Ha conseguito il Dottorato di ricerca in storia d’America presso l’Universidad de Lèon, Spagna. Attualmente svolge attività di ricerca incentrata sulla storia militare del periodo rinascimentale tra il Nuovo e il Vecchio Mondo. In parallelo, si è occupato del rapporto fra storia e cultura popolare, con particolare attenzione verso il mondo videoludico.

Dettagli prodotto

  • Copertina flessibile

  • Collana: saggistica

  • Lingua: Italiano